Cambogia: Nei campi di permanenza obbligatoria non è possibile una buona educazione
I montagnard, etnia originaria del Vietnam, costituiscono la più grande comunità di rifugiati in Cambogia. Diversamente dagli altri rifugiati presenti nel paese, che rientrano nella categoria dei cosiddetti “rifugiati urbani”, i montagnard vivono all’interno di campi nella capitale Phnom Penh, posti sotto la sorveglianza della polizia. La politica di confinamento in questi campi, che in pratica sono dei centri di detenzione (in quanto è consentito allontanarsi solo per ragioni mediche), ostacola seriamente la possibilità di fornire a quanti vi risiedono un servizio educativo adeguato, e costituisce di conseguenza una minaccia per la loro salute mentale.
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La detenzione come strumento di controllo delle migrazioni
Il diritto dei singoli stati a controllare i flussi migratori è vincolato all’obbligo di proteggere i rifugiati, come sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Rifugiati del 1951, laddove si fa divieto di penalizzare i richiedenti asilo. Nonostante ciò, ancora oggi la detenzione arbitraria degli immigrati viene usata abitualmente come mezzo di controllo dei flussi migratori.
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