Formazione per insegnanti di matematica di scuola superiore (Oliver White/ JRS)
La sfida di offrire l'istruzione nel campo di Ban Mai Soi

Mae Hong Son, 1 gennaio 2011 – Mu Reh ha un sorriso contagioso. Sta completando il suo ciclo di istruzione di terzo livello in educazione alla leadership e si illumina all'idea che un giorno potrebbe diventare un leader della comunità.

Ma si rende conto delle sfide che dovrà affrontare.

"Per le donne è difficile essere leader nel campo, perché generalmente si ritiene che gli uomini siano coraggiosi e le donne timide e inferiori agli uomini", racconta.

Nel campo di Ban Mai Nai Soi nella Thailandia del nord, dove vive la maggior parte dei rifugiati Karenni della Birmania, sembra esserci una carenza di leadership.

Ma Mu Reh non è ancora del tutto pronta a farsi avanti. Come giovane donna, ritiene di non essere ancora abbastanza preparata e pensa di essere ancora troppo pacata nell'esprimersi perché qualcuno sia disposta ad ascoltarla. Muh-Reh, un'adolescente Karenni magra, con lunghi capelli neri e anelli d'ottone intorno al collo, forse parla a voce bassa, ma la sua presenza si impone.

Mu Reh è andata a scuola fino alla morte di sua madre. Aveva appena cominciato le superiori. Da quel giorno è diventata responsabile dei suoi fratelli.

Nonostante questo ostacolo, ha continuato a studiare ed è stata ammessa a una scuola di formazione di terzo livello in leadership. Dopo che si sarà diplomata, il prossimo anno, spera di continuare a studiare. Invece di candidarsi per il programma di reinsediamento in un Paese industrializzato come gli Stati Uniti, Muh-Reh ha scelto di restare nel campo.

La popolazione della Birmania ha iniziato a occupare questa zona nel 1989 dopo lo scoppio del conflitto tra i Karenni e i militari della Birmania. Sette anni dopo, il JRS ha iniziato la collaborazione con il Dipartimento di Istruzione Karenni (KnED)

Tredici anni fa, in collaborazione con il Dipartimento di Istruzione Karenni (KnED), il JRS ha iniziato a lavorare il questo campo, focalizzandosi soprattutto sul sostegno ai rifugiati attraverso la fornitura di servizi educativi.

Mentre il KnED, gestito da rifugiati Karenni, è responsabile dell'istruzione per tutto il campo, il JRS supporta gli insegnanti, fornisce materiali e organizza laboratori di formazione per i docenti. Il JRS e il KnED lavorano insieme per affrontare alcune delle sfide in questo contesto in continua trasformazione.

Una di queste sfide è il continuo reinsediamento di insegnanti e docenti nel corso dell'anno scolastico. Chi offre i servizi cerca di far fronte alla situazione riducendo la formazione degli insegnanti a due settimane. Di conseguenza, alcuni ragazzi, che hanno appena completato i cinque anni di scuola superiore, hanno la responsabilità di far lezione ai loro compagni. Non c'è bisogno di dire che i tassi di abbandono scolastico sono in aumento.

"È difficile fare lezione a studenti che hanno la tua stessa età. Non c'è rispetto per gli insegnanti", racconta Christina, che insegna matematica in una scuola superiore.

Eppure, il JRS continua a far fronte con convinzione a queste difficoltà, continuando a riprogettare insieme al KnED per rispondere alle esigenze degli studenti e degli insegnanti.

Mancanza di motivazione

Per chi vive in questo campo profughi ci sono poche opzioni. O si viene reinsediati in un nuovo Paese – solitamente gli Stati Uniti o l'Australia – o si resta nel campo. Il ritorno in Birmania non è quasi mai un'opzione.

Negli ultimi 20 anni la popolazione di questo campo sperduto nella giungla è cresciuta di oltre 15mila unità; molte di queste persone non sono registrate come rifugiati da quando nel 2006 il governo thailandese ha stabilito una moratoria sulle richieste d'asilo. Dato che ufficialmente non esistono, questi nuovi arrivati sono esclusi dalla possibilità del reinsediamento.

I rifugiati non possono uscire dai confini del campo. Dal momento che il diploma di scuola superiore non è richiesto per ottenere un lavoro decente, molti studenti non vedono la necessità di terminare la scuola. Alcuni continuano a studiare, mentre altri abbandonano e si trovano un lavoro con organizzazioni e ONG che lavorano con le comunità, oppure restano disoccupati. Questo ciclo è continuo e nulla cambia.

"Molti genitori non sono istruiti. Non incoraggiano i loro figli, perché non capiscono il valore dell'istruzione", dice Marcel, coordinatore della scuola superiore.

Comunque, dopo aver insegnato inglese nella scuola superiore per sei anni, Marcel ha capito l'importanza del coinvolgimento dei genitori.

Per lavorare in questa direzione, il KnED nel 2005 ha iniziato un programma di rapporti scuola-famiglia. Ogni scuola ha un membro dello staff che visita regolarmente le famiglie e incontra gli studenti e i loro genitori per discutere di assenze o di altre difficoltà.

I membri dello staff sono formati per chiedere informazioni sulla situazione familiare degli studenti più a rischio. Il forum per la protezione dei minori del campo e l'operatore legale per la difesa dei minori del Catholic Office for Emergency Relief and Refugees (COERR) sono tenuti al corrente sulla situazione di ogni studente minore di 18 anni che abbandona la scuola.

Mu Yain, responsabile dei rapporti scuola famiglia, ha iniziato a organizzare dei workshop per educare le famiglie alla genitorialità.

"La maggior parte dei genitori pensa alle necessità materiali, ma non tengono presenti le esigenze psicosociali", racconta Mu Yain, spiegando che la genitorialità dovrebbe andare al di là del cibo o del vestiario, per aiutare anche il proprio figlio a scoprire la propria identità.

Questo programma, insieme alla recentemente istituita Associazione Genitori Insegnanti del KnED, lavora per rendere più consapevoli i genitori dell'importanza del coinvolgimento della famiglia nel percorso educativo.

Una delle sfide che affrontano le ONG è come promuovere l'autonomia e l'autodeterminazione dei rifugiati in un contesto che dipende fortemente dall'assistenza esterna. Le ONG hanno fatto del loro meglio per offrire supporto; ma molti ritengono che facciano persino troppo. Ad esempio, le ONG talora pagano qualcuno per svolgere mansioni che dovrebbero essere responsabilità della comunità.

"Se dobbiamo promuovere l'istruzione, allora tutti i membri della comunità dovrebbero assumersi la propria parte di responsabilità… Molte ONG parlano di diritti, ma spesso dimenticano le responsabilità", dice Khu Bue Reh, direttore della scuola superiore.

Altri, tuttavia, vedono con favore l'assistenza delle ONG. E sia i leader delle comunità che le ONG sono in cerca di collaborazioni.

Dovrebbero aiutarci ad assicurare che lo sviluppo delle comunità in cui operano sia sostenibile, dice Joe Hampson SJ, direttore dei progetti del JRS a Mae Hong Son.

Accompagnamento oggi e domani

Dal 2004, il KnED ha formato insegnanti specializzati per accompagnare i bambini a scuola e aiutarli a partecipare alle lezioni. Gli studenti con gravi disabilità fisiche e psichiche ricevono visite e lezioni a domicilio.

Purtroppo, le difficoltà economiche hanno costretto i fornitori del servizio a ridurre la durata dei programmi di formazione degli insegnanti di sostegno da quattro a due settimane. Eppure gli insegnanti sono ancora motivatissimi nell'assistere le famiglie e sono ottimisti sul contributo che questo programma può dare al superamento del pregiudizio nel campo.

"Prima di questo programma, alcune persone della comunità avevano molti pregiudizi sui bambini con disabilità. Questo programma li ha aiutati ad essere più tolleranti", spiega Khu Bue Reh.

Mentre gli insegnanti di sostegno supportano gli studenti, il JRS continua ad accompagnare i rifugiati sia individualmente, sia come collettività. Sebbene sia il JRS che il KnED affrontino gravi difficoltà, entrambi si sono impegnati a restare nel campo e a continuare a lavorare con persone che si stanno impegnando a migliorare le loro comunità.

"Molte ONG restano per due o tre mesi, ma il JRS è stato qui per molto tempo. Se c'è un bisogno, il JRS resterà. Il JRS resterà qui fino a quando l'ultimo rifugiato sarà andato via", assicura Marcel.

Oliver White and Molly Mullen

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